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Istituto di
Ricerche Farmacologiche |
Centro
di Ricerche Farmacologiche e Biomediche |
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Studio E.D.M.G. |
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| Lettera
invito Protocollo di studio quadro di riferimento obiettivi piano operativo attese sul campione organizzazione tempi Scheda di adesione |
Caro
Collega, �
partecipare da protagonista o meno allo sviluppo di conoscenze in
un'area caratterizzata da tante incertezze; �
attendere che "linee guida" pi� o meno basate su prove
di efficacia, ri-propongano criteri di obbedienza; �
valutare-sperimentare non solo farmaci (esistenti o futuri) ma pi�
complessivamente strategie assistenziali-terapeutiche. E' a partire da
questo (iper-sintetico) pro-memoria che si ritiene opportuno verificare la
possibilit� di costruire una rete di ricerca epidemiologica sulla demenza
in medicina generale con tre obiettivi principali. 1) Attivare un
osservatorio multicentrico, rappresentativo di contesti socioassistenziali
differenti (e.g. a diverso grado di organizzazione delle MG e di strutture
pubbliche-private), per produrre periodicamente dati di prevalenza del
carico assistenziale dovuto alle diverse forme di demenza, della sua
eterogeneit� spiegabile o meno, delle modalit� della sua presa in
carico. 2) Verificare con i
gruppi partecipanti a questo "osservatorio diffuso" la
praticabilit� di attivare studi multicentrici prospettici, su larga
scala, sulla epidemiologia e la valutazione clinica controllata di
interventi "terapeutici" (farmacologici e non). Come � noto,
finora tutta quest'area � lasciata alla competenza
"specialistica", con l'ovvio rischio (facilmente verificabile)
di una forte dissociazione tra le popolazioni dei trial e quelle della
pratica corrente. 3) Definire insieme le
modalit� per passare dalla fase di ricerca pilota secondo le linee dei
punti 1 e 2 ad una iniziativa di lungo periodo. Il progetto prevede un
gruppo di coordinamento e scientifico-organizzativo dove i MMG (con
competenze personali specifiche e/o come rappresentanti di reti gi�
organizzate) abbiano un ruolo principale, per quanto riguarda la logica
generale del progetto e le sue modalit� di realizzazione. La discussione
della prima formulazione del progetto (Allegato 1), con molti colleghi
di MG, ha suggerito l'idea di passare per una fase di fattibilit�
molto rapida, che permetta di avere una prima mappa quali-quantitativa
dell'interesse esistente attraverso la compilazione di una Scheda
di adesione, che gi� chiede alcune informazioni di base da cui
sar� possibile ricavare un primo risultato da discutere in occasione
degli incontri previsti . Sulla base
delle risposte ricevute, pensiamo di passare: � alla definizione del gruppo di coordinamento � alla stesura del protocollo definitivo � alla organizzazione degli incontri di studio � all'invio di un primo blocco di materiale di (in)formazione sui problemi diagnostici, epidemiologici, terapeutici delle demenze Attendiamo con molto interesse una risposta, per fax o per e-mail.[email protected] Grazie
per l'attenzione
Dr.
Gianni Tognoni
Dr. Vito Lepore N.B. E' disponibile per
ora per lo studio un finanziamento di fatttibilit�. Sar� parte dei
compiti del Comitato di Coordinamento la definizione dell'uso delle
risorse che saranno disponibili per lo studio. Protocollo
di Studio 1.
Quadro di riferimento Quanto le demenze
siano sottostimate nella pratica della medicina Generale (MG) �
ampiamente riportato nella
letteratura specialistica. Il deficit cognitivo di circa il 75% dei
pazienti con demenza livello moderato/grave non � rilevato e/o
diagnosticato dai medici di base. Tale percentuale sale al 97% nelle forme
lievi e nelle fasi precoci della malattia (Gifford DR and Cummings JL,
Neurology 1999). Numerosi studi di popolazione documentano, insieme
all'esponenziale incremento delle fasce di et� pi� avanzata (in
particolare ultra 80enni), l'alta prevalenza ed incidenza di tale
patologia: rispettivamente oltre il 30% ed il 10% degli ultra 85enni ("Le
demenze: epidemia silente"). Alcune possibili
cause sono documentate e la recente pubblicazione di linee-guida orientate
alla medicina di base hanno riacceso il dibattito soprattutto sull'uso
formale di test neuropsicologici in medicina generale (Eccles M et al, BMJ
1998). Quanto del pi� o
meno complesso iter diagnostico e del gravoso carico assistenziale tocchi
o pesi sul Medico di Medicina Generale (MMG) � altrettanto poco
conosciuto. Le dichiarate
necessit� di: � diagnosi tempestiva nelle fasi pi� precoci di comparsa
dei sintomi; � strategie terapeutiche, farmacologiche e non (esistenti o
future) allo scopo di, � ritardare il pi� possibile il sopraggiungere della fase di
dipendenza; � controllare e ridurre l'eccesso di disabilit�;
� mantenere il paziente il pi� a lungo possibile nel proprio contesto
di vita; � supportare adeguatamente la famiglia nel pesante compito
assistenziale; offrono
innumerevoli punti di intervento e di coinvolgimento del MMG. Le
modalit� di questo coinvolgimento sono tutt'altro che chiare, sia per
quanto riguarda i contenuti, che gli strumenti, che il tipo di
interazione/complementariet�/autonomia rispetto ai diversi livelli
"specialistici". Mentre
il dibattito - concettuale, metodologico-istituzionale, - prosegue, questo
progetto mira a verificare in modo formale i diversi livelli di possibile
coinvolgimento della MG, con un approccio epidemiologico che tenga conto
il pi� possibile (secondo una logica "modulare") della
eterogeneit� delle condizioni assistenziali in cui si colloca oggi
l'attivit� della MG specificamente in questo campo. 2. Obiettivi. 2.1-
Esplorare e definire la disponibilit� di MMG ad assumere
l'epidemiologia delle demenze tra le aree di interesse prioritario. 2.2-
Studio di prevalenza delle Demenze nei tre studi classici (lieve,
moderato, grave) secondo il giudizio del MMG. 2.3-
Studio di coorte di una popolazione rappresentativa dei pazienti
"con demenza" iscritti nelle liste del MMG, per documentarne la
eterogeneit� delle storie clinico-assistenziali. 2.4-
Valutazione del carico assistenziale (anche in termini economici)
di coorti di pazienti con demenza ai differenti livelli di
autonomia/dipendenza. 3. Piano operativo.
Facendo riferimento agli obiettivi elencati al punto 2, si prevede
un'articolazione del progetto secondo le seguenti tappe: 3.1-
Definizione-reclutamento della coorte dei medici interessati a
partecipare al progetto, e produzione di un primo profilo epidemiologico
della "prevalenza percepita" del problema demenze nelle pratiche
dei MMG.
Si assume come punto di partenza il dato di fatto: � che non esistono oggi le condizioni per una applicazione
(specificamente, ma non solo, in MG) dei criteri diagnostici
standardizzati nell'area demenze; � che, secondo l'interesse personale e la diversit� dei contesti
operativi, i singoli medici possono avere gradi molto variabili di
conoscenza/percezione di quali (e perci� anche di quanti) sono le/i
pazienti con demenza iscritti nelle loro liste di assistiti. Si chiede perci�
ad ogni medico, contestualmente alla adesione al progetto, di fornire dati
corrispondenti ad una stima della prevalenza di demenza nelle rispettive
popolazioni. Si accetta come prima approssimazione che queste
"stime" siano il prodotto di elementi conoscitivi oggettivi e
soggettivi, e che proprio questo mix sia la fotografia pi� fedele del
grado e modalit� di presenza-visibilit� del problema-demenza in MG. 3.2-
Invio a tutti i medici partecipanti di materiale informativo sulla
clinica (problemi e strumenti di diagnosi), sulla epidemiologia (stime
formali di prevalenza/incidenza delle diverse forme di demenza), sulle
possibilit� terapeutico-assistenziali. 3.3-
Incontri di confronto-discussione dei dati prodotti in 3.1, dei
materiali distribuiti, di strumenti di diagnosi e quantificazione dei
profili di gravit�, in modo da arrivare: � alla formulazione di un protocollo operativo largamente
condiviso; � alla strutturazione della rete epidemiologica; � alla adozione degli strumenti di rilevazione. 3.4-
Epidemiologia della prevalenza, secondo 2.2. 3.4-
Attivazione della coorte prospettica, secondo 2.3 e 2.4. 4. Attese sulla dimensione della popolazione.
La strategia esplorativa finora adottata non permette stime
"consolidate" di numerosit� di medici (e tanto meno di pazienti
"percepiti" o "prevalenti"). La previsione (che ha gi�
riscontri operativi preliminari) � di avere gruppi di medici che operano
in contesti molto diversi di assistenza, un po' in tutte le Regioni. Si pu�
stimare un campione "minimo" di 100-150 medici, estendibile fino
a 500 MMG. Sono
in corso anche verifiche di coinvolgimento di strutture specialistiche (di
diagnosi, di ricovero, di assistenza istituzionalizzata), a partire dalle
quali descrivere i percorsi attuali di pazienti con demenze al di fuori
(in parallelo e/o in integrazione) della MG. 5. Organizzazione.
Il coordinamento tecnico-metodologico � assicurato da un gruppo di
lavoro che ha sede presso il Consorzio M. Negri Sud, e presso il
Laboratorio di Ricerca in Medica Generale dell'Istituto M. Negri di
Milano. Il coordinamento scientifico del progetto sar� definito, con una
centralit� di partecipazione di MMG, al termine della fase 3.3. 6.
Tempi previsti. Allo stadio attuale dello studio di fattibilit�, si prevede di arrivare alla conclusione di 3.1 - 3.2 per il mese di Febbraio 2000. Il modulo 3.3 � previsto per Marzo 2000, con l'attivazione di 3.4 e 3.5 per il Aprile 2000.
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