Le novità del Decreto Balduzzi

Con la pubblicazione sulla G.U. del 10 Novembre della Legge 8 Novembre 2012 n. 189 di conversione del DECRETO-LEGGE 13 settembre 2012 , n. 158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.” Si dovranno attuare nei prossimi mesi importanti modifiche sui servizi sanitari a livello territoriale.
L’art. 1 della legge prevede una riorganizzazione dei servizi sul territorio come primo obiettivo a fronte di un taglio dell’offerta ospedaliera ed a un più generale obbiettivo di riduzione della spesa.
Le giuste critiche al decreto, relativamente alla mancata individuazione delle risorse necessarie a tale processo, nella fase di start up, non fanno venir meno l’importanza degli obiettivi e del modello proposto.

La riorganizzazione della medicina territoriale si basa sull’obbligo dei medici di medicina generale, dei pediatri e degli specialisti convenzionati ad operare in forme associative monoprofessionali (Associazioni Funzionali Territoriali). I medici devono condividere, in forma strutturata, “obiettivi e percorsi assistenziali” dunque rappresentano un primo livello di integrazione.
La legge prevede inoltre l’organizzazione in forme complesse (Unità Complesse di Cure Primarie) per coordinare l’attività di tutti i servizi sanitari e sociali a rilevanza sanitaria esistenti sul territorio. Questo si realizzerà privilegiando “reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l’arco della giornata”.
Si tratta di un progetto di riorganizzazione importante che prevede l’integrazione di diverse figure professionali che permettano una continuità delle cure sul territorio, una presenza di servizi integrata ( ovvero svolta da diversi operatori ) 24 ore su 24 per tutta la settimana, un sistema informativo sanitario unitario tra ospedale, specialistica e territorio, la dotazione di strumenti diagnostici a livello territoriale.
I modelli organizzativi potranno essere diversi ( sede unica e sede di riferimento per rete di sedi territoriali) ma imporrà un salto organizzativo di grande rilievo. Attraverso questa rete sarà possibile realizzare nuovi modelli delle prestazioni, sia nella gestione attiva delle malattie croniche che nella gestione della non autosufficienza ( obiettivi anche questi della legge).

La legge modifica l’art. 8 della legge 502 /1992 che definisce le caratteristiche del rapporto convenzionale dei medici ( MMG, pediatri e specialisti) indicando i necessari contenuti dell’Accordo Collettivo Nazionale ( ACN).
I contenuti innovativi introdotti dalla legge, ed in parte già presenti nell’ACN in vigore agli articoli 26 Bis e 26 Ter, sono relativi alle forme associative ed ai modelli gestionali suddetti.
Per la gestione di queste unità complesse l’ACN in essere ha previsto ( art. 54 comma 3)
“…forme associative, quali società di servizio, anche cooperative, i cui soci siano per statuto permanentemente in maggioranza medici di assistenza primaria e pediatri di libera scelta iscritti negli elenchi della Azienda,……….In ogni caso dette società di servizio non possono fornire prestazioni sanitarie e assicurano esclusivamente beni e servizi ai medici.”
Se la medicina generale vuole essere protagonista di questi processi dovrà dotarsi di strumenti societari, ed in particolare di cooperative, per gestire le UCCP, il personale diretto o comandato, le sedi ed i servizi necessari al loro funzionamento. Le UCCP prevedono infatti la presenza e l’organizzazione in rete di almeno 30 medici e di diverse figure ( infermieri, fisioterapisti, personale di studio ecc.), dunque sono una organizzazione complessa che impone una società di gestione.

Nel testo della legge sono previsti tempi di attuazione e precisamente:
• Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione l’adeguamento degli Accordi Collettivi Nazionale (ACN) tra Regioni e Sindacati dei Medici per introdurre le norme necessarie alla attuazione delle forme associative ( AFT e UCCP) e dei loro contenuti, ovvero entro il 10 Maggio 2013.
• Nei 90 giorni successivi gli accordi regionali devono recepire e rendere operative le nuove norme.
• Qualora non sia raggiunto l’accordo nazionale nei 180 giorni previsti il Ministero della Salute, sentite Regioni ed organizzazioni sindacali, emana disposizioni per l’attuazione in via transitoria del “decreto”, disposizioni che cessano di aver valore alla stipula dell’accordo.
Le cooperative di Medici di Medicina generale ed il loro Consorzio Nazionale Co.S. hanno realizzato negli ultimi 15 anni molte esperienze riconducibili a questo progetto. I circa 100 centri di medicine di gruppo e rete gestiti da cooperative hanno attuato progetti sperimentali per gestire attività complesse oltre alle attività di servizio ai medici soci ed hanno realizzato un sistema informativo sanitario in grado di dialogare e rendere compatibili le diverse cartelle sanitarie esistenti (tutti obiettivi del decreto “Balduzzi”).
Possono essere lo strumento per attuare questo progetto rendendo i medici e gli altri operatori sanitari protagonisti di un processo indispensabile processo di cambiamento.

Le società cooperative tra MMG hanno una condizione favorevole in quanto, se rispettano le condizioni dell’art. 54 dell’ACN ( maggioranza MMG) possono fatturare i servizi ai medici soci con lo stesso regime di esenzione IVA ( Risoluzione Agenzia Entrate 30 /E 3 Aprile 2012) questo comporta una riduzione dei costi di circa il 15% rispetto ad altre forme societarie.

Gianfranco Piseri
Segretario Generale Sanicoop

 

Documenti allegati
1. Testo legge conversione
2. Art.8 legge 502/1992 modificato
3. Articoli ACN su forme associative e società di gestione