Comunicato stampa di Co.S. 

Milano,  18/05/2000 

In qualità di Presidente del Consorzio Sanità, in ordine alle notizie diffuse attraverso i media mi corre l’obbligo di precisare quanto segue 

E’ di grande valore etico il fatto di raccogliere dati clinici sui pazienti e metterli a disposizione di una comunità medica.

Conoscere i percorsi diagnostico-terapeutici dei  nostri pazienti ( esami di laboratorio, visite specialistiche, radiografie , esami strumentali, farmaci, ricoveri ospedalieri ecc.) permette di conoscere e migliorare la qualità dell’assistenza, ottimizzando i programmi di prevenzione e ricerca sulla salute umana.

In Italia, al contrario dei paesi più progrediti, non esiste una ricerca epidemiologica di dati sulle malattie.

Sarebbe una grave violazione della privacy diffondere il nome dei pazienti: cosa che non è mai stata fatta.

La quasi totalità di ricerca clinica mondiale viene fatta con i finanziamenti dell’industria farmaceutica.

Anche la raccolta di dati dei pazienti è di solito finanziata dalle aziende, ma soltanto da quelle maggiori e con attività di ricerca farmacologia di buon livello: anche in questo caso i dati servono per indirizzare meglio la ricerca.

Se per esempio si rileva che i soggetti con ipertensione hanno anche, con maggiore frequenza, l’infarto, si studieranno soluzioni terapeutiche più mirate e capaci di ridurre le malattie e favorire il benessere e la longevità.

Senza questi dati non ci sarebbe progresso nella salute pubblica.

Come Co.S. non abbiamo mai venduto attraverso il nostro programma Koinè dati alle industrie farmaceutiche.

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Cos’è il Consorzio  e cosa sono le cooperative di medici di famiglia?

Il consorzio è una società che ha come soci le cooperative di medici di famiglia.

Le cooperative di Co. S.  lavorano per migliorare la qualità dell’assistenza  sviluppando progetti sul territorio.

Nel Lazio per esempio le nostre cooperative hanno realizzato, in occasione del Giubileo, in accordo con il servizio sanitario regionale , una continuità assistenziale (24 ore al giorno di disponibilità per i cittadini e per i pellegrini bisognosi di un primo intervento medico).

In Lombardia è stato sperimentato un modello di gestione di ambulatorio di medicina di famiglia aperto ai pazienti 10 ore al giorno e dotato di personale di segreteria per ridurre i tempi d’attesa ed infermieristico per medicazioni ecc.

Molte altre iniziative sono state promosse nelle diverse regioni partendo dai bisogni dei cittadini .

Abbiamo favorito e stiamo promovendo iniziative e convegni con istituti di ricerca ed università (Ist. Mario Negri di Milano, Cergas Università Bocconi ecc.).

Abbiamo collaborato  e collaboriamo con il Sindacato dei Medici di Famiglia nella stesura del contratto di  lavoro promovendo la qualità e l’organizzazione degli studi dei medici di famiglia attraverso l’associazionismo.

Ci dichiariamo disponibili per qualsiasi chiarimento ed indagine allo scopo di collaborare anche attraverso la rimozione di ogni sospetto, sempre al servizio del benessere dei nostri  pazienti.

 

FIORENZO CORTI