Pillola di educazione sanitaria – Celiachia e sensibilità al glutine: come arginarle?

Il glutine è una proteina presente in cereali come frumento/farro, kamut, orzo, segale, dunque i cibi di largo consumo: pane – pasta – biscotti – pizza…
La celiachia è una malattia autoimmune, in cui l’ingestione di glutine attiva una risposta immunitaria anormale, con infiammazione cronica dell’intestino e malassorbimento di sostanze nutritive.


Si ritiene che la celiachia colpisca l’1% circa della popolazione europea (0,7% in Italia: più donne che maschi).
1/3 della popolazione italiana presenta la predisposizione genetica alla celiachia ma meno dell’1% la sviluppa.

Esistono molti cereali senza glutine, quindi non è necessario ricorrere a prodotti trattati industrialmente.


Fattori di rischio
: introduzione precoce di glutine nei bambini, cesareo programmato, abuso di antibiotici

Fattori di protezione: parto naturale, allattamento materno esclusivo di almeno 6 mesi in bambini a rischio (con parenti di 1° grado celiaci).

Grani moderni: essendo stati selezionati (pesticidi/fertilizzanti) per aumentare le rese agricole e l’efficienza delle impastatrici industriali, questi grani possono favorire l’insorgenza di un’infiammazione intestinale.

Grani antichi: essendo prodotti meno lavorati e con filiere corte, questi grani dovrebbero aiutare a ridurre i danni da glutine agli enterociti.