| Intervento Presidente Co.S. (A.Di Malta) al Cons. Naz. Fimmg 19-12-2009 |
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Disagio e captatio benevolentiae Oggi, come le altre poche volte che sono intervenuto nel Consiglio nazionale, ho un certo disagio pre intervento perché mi chiedo quanto di ciò che ho da dire incontrerà i desiderata e le aspettative del presente uditorio e passo i minuti precedenti all’intervento, a cercare di dare alle cose che devo dire il vestito che ve le renda più digeribili. Tuttavia siccome le cose che ho da dire sono sempre abbastanza lontane dal vostro immaginario collettivo, il compito mi riesce ostico per cui mi adatterò a svolgere il solito ruolo da provocatore. Stamani però ho il vantaggio di potere partire da una grande captatio benevolentiae e cioè che mai come oggi ho condiviso lo spirito e le affermazioni del mio segretario regionale dr. Corti, affermazioni che mi permetto di sintetizzare in poche semplici concetti: basta fare giochini del tipo fare finta di fare determinate cose per ottenere un determinato compenso (un esempio la medicina di rete ), perché è ora di provare alla parte pubblica che a fronte di un compenso siamo in grado di dare dei risultati e accettare che siano misurati. Il tempo delle prese in giro è finito! Il Titanic va sott’acqua e gli orchestrali suonano le ultime note! Ciò detto, ritorniamo alla provocazione promessa. Da stamattina stando in mezzo a voi, mi gira nella testa una immagine precisa. Vedo il Titanic che affonda nell’oceano e gli orchestrali che accompagnano, con brani bellissimi, gli sventurati viaggiatori in fondo all’oceano senza potere fare nulla. E sentendovi parlare tutta la mattina, ho visto la medicina generale come il Titanic che affonda e voi come gente che parla di pinzillacchere per non parlare di un destino che sente ormai inevitabile. Stamattina, ma potrei sbagliarmi perchè sono uscito un paio di volte, ho sentito parlare di certificato di malattia On line , di vaccinazioni, di certificato di invalidità civile On line ect e non ho quasi mai sentito parlare di UCCP, di riorganizzazione della medicina generale, temi che se non affrontati davvero imbarcheranno la medicina generale sul Titanic e potremo come gli orchestrali, intanto che stiamo affondando, inviare l’ultimo certificato On line Le UCCP - due percorsi , due scenari Provo a parlarne io di UCCP ricordandovi che gli articoli 26 bis e 26 ter del ben noto ACN introducono uno le AFT e l’altro le UCCP. Ricordo che l’articolo 26 ter prevede una contrattazione regionale per ogni singola UCCP per definire gli assetti organizzativo, gestionale, logistico/strutturale e finanziario. Poi più avanti lo stesso articolo 26 ter introducendo il finanziamento dei fattori di produzione (Collaboratori di studio, infermiere, studi o Centri sanitari polifunzionali, gestionali e sistema informativo ect) prevede due possibili modalità di finanziamento. Da una parte parla di fornitura diretta dei fattori di produzione dalla Asl e dall’altra parla di fornitura indiretta di finanziamento ai medici di famiglia. Per ciò che riguarda la prima formula, ovvero della fornitura diretta dei fattori di produzione, va da se che un SSN che da anni promuove il distretto come soggetto che si deve occupare solo di PAC (pianificazione, acquisto, controllo ) e non di produzione e commercializzazione e che quindi per questo tende in varie forme a esternalizzare i servizi (ne sono prova i pattanti in lombardia e in Italia l’ultima legge che consente ai farmacisti di diventare fornitori de prestazione infermieristiche, socio-assistenziali, riabilitative a domicilio ) improvvisamente, e solo per ciò che riguarda l‘organizzazione della medicina generale, prende in carico la fornitura diretta di tutto il personale per le UCCP e le UCCP stesse. Anche immaginando che, solo per questo aspetto, il Governo e le regioni decidano di contraddire la propria politica di fondo, la domanda è: hanno le Asl le competenze e le risorse umane ed economiche per organizzare i recinti- UCCP dei medici di medicina generale, che fra l’altro in quanto liberi professionisti, ancorchè parasubordinati sono “ soggetti poco controllabili”. In un momento in cui c’è bisogno di tutta la loro collaborazione consapevole, volontaria e non forzata, per rimodulare il SSN al fine di mettere sotto controllo la spesa sanitaria. Per ciò che riguarda la seconda formula ovvero l‘avvio e la gestione delle UCCP da parte dei medici di medicina generale, sciolto il nodo che il medico può impiegare i finanziamenti indiretti erogati utilizzando proprie società di servizio cooperative, nodo che tanto aveva “impegnato” i detrattori del pregresso ACN di primo biennio e che è servito alla Parte Pubblica per fare una diga, rivelatasi poi di sabbia, la domanda è: come si sta attrezzando la medicina generale per prepararsi a gestire le UCCP con le società di servizio? Nascono in una specie di Far west le Cooperative di mmg – regolamentarle! In realtà va detto che qua e la stanno nascendo delle cooperative ma in modo confuso, disordinato, senza un quadro di riferimento che eviti fughe in avanti o aggiusti errori fatti in assenza di regole. Ed è proprio per questo che è necessario fare un ragionamento a 360 ° sugli obiettivi, limiti e caratteristiche delle Cooperative di mmg, a partire da una prima osservazione irrinunciabile che è propedeutica a tutto il ragionamento e che io vi prego di ascoltare con molta attenzione e poi diffondere. L’osservazione è la seguente: “ noi come cooperatori in medicina generale non operiamo nel libero mercato in modo naturale, ma siamo una specie protetta di cooperazione di servizio e cioè utile solo a procurarsi i fattori di produzione per la gestione delle nostre attività complesse”. Ne segue, a ragion veduta, che gli altri operatori del mondo generale della cooperazione, che hanno il dovere di rispettare le regole della libera concorrenza, sanno che non possiamo andare oltre un certo livello. In pratica non possiamo vendere prestazioni sanitarie, non possiamo partecipare a gare d’appalto, se non vogliamo diventare incompatibili a più livelli. In conseguenza da ciò, le Cooperative, se vogliono avere la fiducia delle OOSS, degli altri operatori della sanità e delle parti pubbliche a tutti i livelli, “devono” darsi un codice di comportamento. Non si tratta di un codice deontologico generico e/o generale, ne di una carta dei valori, che va anche bene, ma di un accordo preciso (vedremo poi con chi) sulle cose che le Cooperative di mmg possono o non possono fare. Alcuni esempi: 1. i Medici di medicina generale possono usare le cooperative sociali allo scopo di procurarsi i fattori di produzione per altre attività? (leggi qui) 2. le Coop di medicina generale possono o no vendere prestazioni sanitarie (low cost o non low cost che non è il motivo del contendere) ? 3. le Coop di medicina generale possono o no cercare scorciatoie alla contrattazione, saltando il sindacato, anche se dovessero avere la forza per farlo ? Qui la riflessione da fare è che finchè la nostra contrattazione afferisce al medico singolo e quindi ai sindacati che li rappresentano, potremo avere, anche come cooperatori, ma sempre relativamente ai temi delle cure primarie, una forza incredibile verso tutti i soggetti terzi emergenti e non saremo costretti a misurare la nostra forza sula base del numero di cooperative ( anche di farmacisti) che avremo costituito, campo nel quale saremmo rapidamente distrutti . Se facessimo il gravissimo errore di spostare la contrattazione della medicina generale sulle Coop, prevarrebbero su di noi soggetti, che per dimensioni o per capacità lobbystica e politica hanno molta più forza di noi nella contrattazione generale della cooperazione. Quindi ben venga un protocollo fra Fimmg e Cooperative di Mmg come chiesto dal Segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo per il rispetto di queste poche semplici regole – d’altra parte già scritte nella delibera del Cons Naz Fimmg del dicembre 2008 ( leggi delibera ). Vari soggetti interessati ad occupare gli spazi lasciati liberi da noi Ed è da qui che possono scaturire le sinergie corrette e vantaggiose con le grandi confederazioni di Cooperative sociali del mondo della cooperazione generala (Federsolidarietà, Legacoop sociale, Compagnia delle Opere e altre). A tal proposito vi propongo una personale rappresentazione delle Cure primarie che io immagino come una rete di pescatori a maglie inizialmente strette che poi progressivamente si allargano e nei buchi sempre più grandi di queste maglie si infilano tanti soggetti: farmacisti, come visto prima, cooperative sociali sia di infermiere, che di operatori socio assistenziali, Società fornitrici di cure palliative, Strutture private accreditate, ect. E man mano che noi mmg rinunceremo a presidiare detti buchi, prima o poi, e non si vede perchè non debbano farlo, i soggetti d cui sopra finiranno anche per fornire le cure mediche, e verrà il momento in cui verremo messi davanti al fatto compiuto senza più il tempo per opporci a questo andazzo, perché noi, da buoni Italiani, aspettiamo sempre che il fiume esondi per renderci conto che andavano preventivamente rafforzati gli argini. A questo punto a partire dalla predetta necessità di redigere un protocollo delle Cooperative i medici, prima dell’inizio del confronto con gli altri cooperatori del settore sanità, le Cooperative mediche hanno il preciso interesse, congiuntamente alle Organizzazioni sindacali dei propri soci, di definire obiettivi, requisiti e vincoli (paletti) delle Cooperative mediche. E questo allo scopo di non essere costrette a misurarsi sui numeri con le Cooperative del settore Sanità, ma presidiando a denti stretti il ruolo centrale nel coordinamento delle cure primarie del medico di medicina generale, ruolo con il quale tutti gli operatori delle cure primarie e i Committenti devono fare i conti definendo il discrimine fra le prestazioni che sono da considerare naturalmente associate al medico di medicina generale e quello che per varie ragioni devono essere erogate da altri soggetti ma sotto il coordinamento del medico di medicina generale, che finora è l’unico Curante della persona riconosciuto dalle leggi. Le Cooperative di mmg vengono uccise dalla mancata applicazione degli ACN E a questo punto permettetemi un’altra riflessione vitale sui danni provocati alle Cooperative di mmg dalla mancata applicazione dei contratti nazionali vedi Utap, Casa della salute, UMG, equipe territoriale etc. Quando e se si prospetta all’interno dell’ACN in tutte le sue articolazioni regionali e aziendali un certo tipo di attività, le Cooperative devono attrezzarsi e per questo devono investire, devono assumere personale, acquisire locali e mezzi ( gestionali, ect), in una parola fare parecchi investimenti e non con la logica pubblica secondo la quale l’obbiettivo è il consumo delle risorse e non il loro impiego per far decollare una attività. Se poi ciò che era stato pianificato attraverso l’ACN resta lettera morta le cooperative ne subiscono un danno enorme perchè i costi sono stati sostenuti ma le entrate non ci sono. D’altra parte se pretendiamo, giustamente, che le Cooperative si occupino prevalentemente di attività correlate all’ACN e poi non facciamo decollare tali attività non possiamo poi lamentarci che le Cooperative si occupino di altro, avendo l’obbligo di far quadrare un bilancio. Allora ecco perché il Co.S. unitamente ad Ancom e con il patrocinio della Fimmg, al fine di accellerare gli accordi regionali per le UCCP previsti dall’articolo 26 ter ha lanciato il Il Progetto cento prime UCCP - ( www.ptmg-uccp.it ) che in sintesi si articola nelle seguenti fasi: 1) reclutare Centri Sanitari Polifunzionali (CSP) già gestiti da parte di una Società di servizio 2) proporre per ognuno dei CSP un business Plan di evoluzione in una UCCP , calcolando il costo dell’avviamento e della gestione sulla base del fattori di produzione necessarie per assolvere i compiti affidati a quelle UCCP ( Modulo H 2 4 e Moduli operativi PDTA ) 3) proporre ai segretari regionali delle Regioni nelle quali esistono i CSP un momento di riflessione sul compenso da contrattare per la copertura dei costi dei fattori di produzione necessari per assolvere ai compiti affidati a quella UCCP Convocazione di una Segreteria nazionale Fimmg per parlare di B Plan delle UCCP Infine a partire dal’affermazione del Segretario regionale del Friuli Dr. Magazù che sosteneva che c’è stata molta confusione nella informazione sulle cooperative informo lui e tutti i segretari regionali che da tempo ho proposto alla Segretario nazionale “un incontro di esperti di Cos con la Segreteria nazionale ( presenti i Segretari regionali ) in cui si discuta della definizione del modello della contrattazione relativo alla corresponsione del compenso per i fattori di produzione: in ogni caso gli esperti di Cooperazione e di Businnes plan saranno solo Consulenti dei responsabili sindacali. Il Segretario nazionale e l‘Esecutivo hanno approvato già in marzo di quest’anno questa idea e presto questa data verrà stabilita: invito tutti i Segretari regionali a partecipare!! Seminari regionali del Co.S. : Il Co.S sta organizzando dei seminari del Cos nelle regioni in cui c’è sia qualche cooperativa del Co.S. IL format del seminario è già predefinito e non modificabile e tratta di UCCP e di come avviarle e gestirle, di servizi del Co.S. di sistema informativo delle UCCP, di gestione del personale, di sistema di ricerca My Search, Ne sono già stati fatti uno in Lazio e uno in Toscana. I prossimi in calendario sono • Uno Lombardo a Milano sabato 2301010 in sede da stabilire: verrà indicata sul Sito di Co.S. • Uno in E. Romagna in data da destinarsi (febbraio 2010), verrà indicata sul sito di Co.S. |

