Il regime di esenzione IVA per i medici soci di cooperative di servizi

La risoluzione dell’Agenzia delle entrate in tema di regime IVA per le cooperative che operano a favore di soci esercenti attività sanitarie

Il problema del regime di esenzione IVA per i soci delle cooperative di servizi tra MMG è stato definitivamente chiarito con la risoluzione 30/e della Agenzia delle Entrate del 3 Aprile 2012.
Già in precedenza il tema era stato affrontato da diverse circolari e da pareri formulati a livello locale che ritenevano le cooperative tra MMG di servizio ai soci conformi alla indicazione comunitaria di servizi svolti “da associazioni autonome di persone che esercitano un’attività esente”.
La norma legislativa italiana che recependo la direttiva faceva riferimento a “consorzi, ivi comprese le società consortili e le società cooperative con funzioni consortili” evidentemente introduceva un soggetto giuridico che non è presente nella normativa societaria, la cooperativa con funzioni consortili.
In forza di queste valutazioni diverse cooperative avevano già attuato il regime di esenzione nei confronti dei soci.
La circolare suddetta chiarisce che la cooperativa che svolge servizi ai medici di medicina generale sia da ritenersi con funzioni consortili e dunque sottoposta al regime IVA di esenzione per le sole prestazioni svolte in favore dei soci consorziati che svolgano attività esenti per oltre il 90%.

Sulla base delle diverse circolari emanate dalla Agenzia delle Entrate riepiloghiamo, in sintesi le condizioni di esenzione.

Condizioni indispensabili per la cooperativa

1- Essere composte in prevalenza da soggetti esenti ed operare per oltre il 50% del fatturato a favore dei soci nelle condizioni di esenzione ( Circolare 5/e 11 Febbraio 2011):
“Tenuto conto della ratio della norma e del contenuto della disposizione
comunitaria che – come detto – assume implicitamente l’identità di massima tra
consorziato esente e destinatario delle prestazioni del consorzio, si ritiene che, per
garantire l’aderenza alla portata di quest’ultima disposizione, la possibilità che
soggetti con pro-rata superiore al 10 per cento partecipino al consorzi non deve
determinare come conseguenza che tali soggetti rappresentino la maggioranza della
compagine sociale e cioè che questi detengano la maggioranza delle quote o delle
partecipazioni alle strutture consortili.
Allo stesso modo, con riferimento ai destinatari delle prestazioni del
consorzio, la possibilità che quest’ultimo eroghi servizi a consorziati con pro-rata
superiore al 10 per cento o a terzi (servizi che sono, comunque, imponibili ai fini
IVA) non deve superare il 50 per cento del volume d’affari del consorzio.
Diversamente, qualora dovessero risultare prevalenti, in termini di volume
d’affari, le prestazioni di servizi rese a soggetti terzi o a consorziati con
percentuale di detraibilita’ superiore al 10 per cento, dovranno essere assoggettate
a IVA tutte le prestazioni rese dal consorzio, comprese, quindi, quelle rese nei
confronti dei consorziati con pro-rata inferiore al 10 per cento. “.

Di conseguenza la cooperativa non potrà operare in esenzione IVA per le stesse attività svolte a favore di medici o professionisti non soci. In questi casi e per attività svolte per terzi si dovrà applicare il normale regime IVA delle attività di servizi.

2- Esigere dai soci un corrispettivo limitato ai servizi resi a favore della attività professionale, e degli oneri conseguenti.

3- Essere in possesso della dichiarazione dei soci di poter usufruire dello stato di esenzione : ovvero di essere medici di medicina generale o esercenti analoghe prestazioni sanitarie che nel triennio precedente hanno operato in regime di esenzione per oltre il 90% della loro attività.

Come affrontare gli aspetti contabili ed il budget

L’esenzione a favore dei soci riduce significativamente costi a loro imputabili ma va gestita considerando che la cooperativa subirà un aggravio di costi derivanti dalla non detraibilità di tutta l’IVA acquisti.
Nel determinare il budget di gestione di un centro o di un servizio questo aspetto va valutato perché la sua incidenza è normalmente tra il 5 ed il 10 % della attività.
Si può verificare il peso dell’IVA acquisti sulla dichiarazione dell’anno precedente e imputare questa percentuale sui costi a budget.

Per le cooperative che operavano in regime IVA ordinario dovranno procedere ad una modifica dello stesso (qualora siano nelle condizioni suddette) .
Abbiamo chiesto a nostri consulenti come operare, se recuperare il primo trimestre od operare nel nuovo regime dall’aprile 2012 e come comportarsi.
Forniremo indicazioni con note successive a seguito dei pareri e delle verifiche che saranno necessarie.

La norma che prevede che la maggioranza delle prestazioni sia svolta a favore dei soci pone un problema per le prestazioni che la cooperativa può svolgere a favore delle ASL per le quali è definito un corrispettivo. In questi casi per evitare di uscire dal regime di esenzione sarà necessario prevedere il riconoscimento delle prestazioni al MMG con delega di incasso dello stesso alla cooperativa, e dunque fatturato come una partita di giro in esenzione in quanto svolta a favore del socio per supportare attività di servizio esenti.
Nell’esperienza degli scorsi anni, come CoS e Legacoop Servizi, sono stati definiti regolamenti per la prestazione dei servizi, modelli di gestione, modelli di contratto prestazione servizi e dichiarazioni relative tutte disponibili sul sito CoS.

Per chi non è applicabile il regime agevolato?

Le società per azioni e forme societarie analoghe non possono applicare ai loro soci il nuovo regime IVA ma debbono applicare per tutti i servizi l’aliquota del 21%.
La circolare infatti ribadisce che i servizi offerti dal centro medico sono soggetti a normale regime IVA, l’esenzione è prevista solo ed esclusivamente per i medici soci di cooperativa ed alle condizioni sopra descritte.
Le prestazioni di gestione dei centri e medicine di gruppo fornite da cooperative sociali sono soggette a regime IVA ordinario. L’iva agevolata ( 4% che dal 2014 sarà portata al 10%) delle cooperative sociali è riferita esclusivamente alle attività socio sanitarie ed educative, le attività di fornitura di servizi sono soggette ad IVA in quanto non configurabili come attività soggette a regime agevolato.

Allegati:
circolari agenzia delle entrate 30/E 2012 e 5/E 2011