Coop sociali e fattori di produzione del medico di famiglia per il suo lavoro: matrimonio impossibile

Da circa vent’anni si discute sulla possibilità dei mmg di utilizzare la cooperativa sociale come soggetto che provvede a fornire i fattori di produzione per l’attività dei mmg . In questi vent’anni “alcuni soggetti” ( che per ovvie ragioni non nominiamo) sostengono che si può perché, a mio giudizio, fanno confusione sul fatto che mmg erogano prestazioni socio sanitarie, sottovalutando il fatto che secondo la legge 381/91 è la Cooperativa sociale che deve fare questi servizi per inquadrarsi come sociale, e non i mmg.

Questo grande equivoco di fondo che esiste sulla cooperativa sociale per mmg va risolto, soprattutto se ci troveremo, come sta avvenendo, non davanti ad esperienze isolate delle quali nessuno ha interesse ad accorgersi, ma di fronte ad un grande fenomeno nazionale che deve creare una rete di presidi della Medicina Generale:

Sul piano teorico le Coop sociali potrebbero erogare fattori di produzione per supportare le Aggregazioni funzionali Territoriali (AFT) e sopratutto le Unità Complesse di Cure primarie (UCCP) in quanto cooperative di servizio, ma in questo caso non va dimenticato che le Cooperative sociali, sec l’art 1 della l. 8 novembre 1991 n° 381, hanno lo scopo di perseguire l’interesse della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini e possono essere solo di due tipologie:
– Tipo A: Cooperative che gestiscono servizi socio sanitari ed educativi a clienti terzi che non sono i medici di famiglia, con soci ordinari che sono soci lavoratori e non sono medici di famiglia;
– Tipo B: Cooperative che svolgano attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi ) con soci lavoratori (che non sono i medici di famiglia) e finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (almeno il 30% dei lavoratori della Cooperativa ) che si spera non siano medici di famiglia
Per essere ancora più precisi è necessario aggiungere che :
• le attività previste per entrambe le tipologie (A e B) sono le uniche attività che le Cooperative sociali possono espletare, almeno in prevalenza, per essere considerate tali ;
• la fornitura di servizi socio sanitari ed educativi da parte delle Cooperative di tipo A, può avvenire solo attraverso i soci ordinari della Coop sociale che prestano la propria attività e ricevono una retribuzione dalla Coop sociale (non quindi i mmg);
• le regioni adottano convenzioni tipo con le Cooperative sociali e per svolgere servizi socio sanitari ed educativi promuovono norme volte alla promozione, sostegno e allo sviluppo della Cooperazione sociale;
Infine, vale la pena anche di ricordare che dal punto di vista fiscale le Coop sociali sono state classificate di diritto come ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e come tali sono destinatarie di un regime tributario di favore per quanto riguarda:
• le imposte sui redditi – riduzione ad ¼ della imposta di successione e o donazione a favore delle Cooperative sociali, riduzione ad ¼ della imposte catastali ed ipotecari dovute a seguito della stipula di contratti di mutuo, di acquisito o di locazione
• un regime IVA esente o al 4% o opzionale, esclusivamente per i servizi socio sanitari ed educativi svolti a favore di utenti che ne abbiano bisogna in esenzione e agevolazioni su altre imposte indirette.
Naturalmente il godimento di tali condizioni particolari, prevede che dette cooperative sociali hanno una serie di vincoli e requisiti obbligati come da art 10 del D. legsl 4 dic 1996 n° 460 ( vedi allegato n° 2) fra cui l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, il divieto di distribuire anche in modo indiretto utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione ma anche il divieto di svolgere servizi per i soci a costi inferiori di quelli sostenuti.
In conclusione: difficilmente i medici di famiglia mmg possono costituire Cooperative di servizio solo per procurare a se medesimi i fattori di produzione ( Fdp) del reddito per l’esercizio della loro professione e inquadrarle come sociali!
Nota: L’Agenzia delle Entrate ha in corso da anni una operazione di revisione del rispetto dei requisiti ONLUS da parte di tutte le Società interessate e sono già state rimosse dal diritti della qualifica ONLUS circa 3.000 Società.
Naturalmente questo non esclude che un mmg possa essere socio di una coop sociale purchè sia chiaro che chi eroga le prestazioni socio sanitarie sia la coop sociale e non il medico. Mentre è’ chiaro che solo se il mmg rinuncia al suo rapporto di lavoro con il SSN può essere un socio lavoratore della Coop sociale e sarà solo quello!!
D’altra parte esiste un parere chiesto dalla stessa Federazione Sanità al proprio Ufficio legale che la dice lunga su tutta questa vicenda. Ne pubblichiamo uno stralcio, prendendolo dal Sito di Ancom.www.ancom
Questo è il quadro dal punto di vista delle Coop sociali. Ma adesso vediamole per quelli che sono gli obblighi del mmg, secondo l’ACN della MG 2005 e poi 2009, l’articolo 54 comma 3 lett b recita: ……….omissis………in ogni caso dette Società di servizio non possono fornire prestazioni sanitarie e assicurano esclusivamente beni e servizi ai medici: .. ovvero l’unica attività (socio sanitaria ) che potrebbe qualificare la Coop come Coop sociale è quella che la Coop di servizio di mmg non può fare, secondo ACN MG
Siamo al corrente del fatto che è iniziata a livello nazionale una campagna informativa con tante riunioni ( a una delle quali ha partecipato anche il sottoscritto a Lecco) in cui si tenta di convincere i mmg di costituire cooperative sociali ( e non se ne capisce il motivo!!). I medici, pur non essendo esperti di normativa sulla cooperazione sociale (della violazione della quale comunque rispondono), dovrebbero comunque rispondere di violazione della legge o del codice deontologico.
Se tutto questo non dovesse ancora bastare e qualche mmg avesse ancora la tentazione di accedere a presunti vantaggi e benefit cui non ha palesemente diritto aggiungiamo un consiglio: chieda il parere dell’Ufficio provinciale del Lavoro (visto che se la revisione annuale della Coop la fa la Centrale Cooperativa difficilmente si potrà accorgere di questo errore !….) e capiterà loro quello che è successo di recente ad una Coop di Treviso alla quale hanno imposto di cancellare da tutto lo statuto la definizione di sociale e di riandare di nuovo dal notaio per cambiarlo.
Inoltre il regime di esenzione IVA per le Cooperative di servizio composte in prevalenza da mmg esenti, ( Direttiva N° 2006/112/CEE e il parere della Agenzia delle entrate 30/E 2012) non è prevista per le cooperative sociali.
Infine dedichiamo una piccola riflessione all’idea, anch’essa assai naif, che i mmg possano entrare in qualche Coop sociale di operatori socio sanitari già esistente. Per capirne il senso sarà utile semplicemente ricordare che l’ACN 2005 e anche il 2009 ancora vigente all’articolo 54, comma 3, lettera b, recita che nell’ACN sono ammesse ”forme associative quali Società di servizio anche Cooperative, i cui soci siano per statuto permanentemente in maggioranza medici di assistenza primaria e pediatri di libera scelta iscritti negli elenchi delle Azienda o dei comuni comprendenti più aziende”. Si può anche essere non esperti ma è difficile equivocare questa norma, anche per coloro che costituiscono coop di medici di medicina generale operanti in Asl diverse da quella di appartenenza o addirittura al di fuori della propria Provincia. Il classico adagio della botte piena e la moglie ubriaca!! Stiamo uscendo dal seminato dell’ACN ed entrando nel mercato generale.. manca solo che ci accreditiamo come pattanti e poi avremo dato a chi vuole distruggere la medicina generale armi potentissime .ma questa sembrerebbe un’altra storia!!!
A titolo di consulenza “gratuita”, perché i medici si possano difendere dai cattivi consiglieri alleghiamo un estratto da un documento “ Società e professione“ che è pubblicato sul sito di Cos (Link

Allegato 1.- SOCIETÀ COOPERATIVA DI SERVIZIO
Può supportare la/le UCCP perché possiede tutti i requisiti di cui al punto 1.2
I vantaggi che le Cooperative di servizio comportano sono:
1. l’erogazione di tutti i beni, servizi e prodotti che da solo il medico singolo non può procurarsi : personale infermieristico, collaboratori di studio, servizi informatici, materiale di consumo, smaltimento rifiuti normali e speciali, formazione per MMG e operatori, supporti organizzativi e tecnologici per la ricerca ect (vedi allegato 1 – elenco servizi delle Coop verso i soci);
2. grandi economie di scala nell’ acquisizione dei fattori di produzione: può gestire uno o molti modelli erogativi contenenti una o parte di una aggregazione funzionale ( UMG) anche se ci si danno comunque dei limiti per ragioni di ottimizzazione:
Esempio di economia di scala ai fini del rispetto degli obblighi della 81/2008: utilizzo di Responsabile servizi prevenzione e protezione ( RSPP) di Coop per tutti gli studi o Centri (sede di UCCP) e corsi comuni di Cooperativa per tutti gli operatori degli studi gestiti dalle cooperative;
3. rende possibile non incorrere nel reato di violazione della legge sulla “somministrazione illecita di mano d’opera e nelle relative responsabilità personali (rischio molto frequente nella medicina di gruppo che non sia provvista di Società di servizio: il socio della medicina di gruppo che assume l’infermiera e la fattura agli altri soci vende mano d’opera);
4. risolve i problemi dell’IRAP per la parte che riguarda i fattori di produzione (non quella che riguarda l’onorario del medico) che ovviamente viene attribuita alla Coop (essendo una partita di giro);
5. risolve il problema della congruità rispetto studi di settore per lo stesso motivo indicato al precedente numero
6. La partecipazione al capitale sociale è paritaria e quindi ogni testa un voto (società democratica)
7. prevede il principio del contratto aperto (Art 1334 c.c.): quindi non è necessario, ogni volta che un socio deve recedere o entrare, fare una modifica statutaria con assemblea straordinaria notarile del costo di 2000- 2500 euro e quindi non è possibile per i soci precedenti ostacolare l’ingresso dei successivi.

Cremona li 24/06/2015 Antonio Di Malta
Presidente CdA Co.S